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sistemi di geolocalizzazione e regole per il trattamento dei dati

Insieme all'Avvocato Dott.ssa Francesca Russo abbiamo ripreso ed analizzato un argomento sempre attuale e delicato inerente il sistema di geolocalizzazione installato sugli automezzi di proprietà aziendale ed utilizzati giornalmente dai lavoratori.

Cosa deve fare il datore di lavoro ?

Il Garante per la protezione dei dati personali - privacy è intervenuto in materia di installazione di sistemi di geolocalizzazione nei veicoli aziendali concessi in uso ai lavoratori subordinati: distaccandosi dal previgente orientamento di divieto assoluto di utilizzare tali strumenti di controllo dell’attività svolta dai dipendenti, si è pronunciato a favore di una visualizzazione in tempo reale delle immagini e dei dati raccolti, nella circostanza in cui si ritenga sussistere valide motivazioni.


Evoluzione della disciplina sui controlli a distanza

Dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori al nuovo Regolamento UE entrato in vigore il 25 maggio 2018, il Legislatore ha progressivamente reperito da un lato l’evoluzione tecnologica degli strumenti messi a disposizione dei datori di lavoro e dall’altro l’apertura di prassi e giurisprudenza a soluzioni che possano trovare il giusto equilibrio tra la tutela della privacy e della dignità del lavoratore e il diritto dell’azienda di salvaguardare il patrimonio e l’attività d’impresa.

 

La disciplina dettata dal Jobs Act

Il Jobs Act (art. 23) è intervenuto a riformare lo Statuto dei lavoratori, stabilendo che, una volta rispettati i vincoli e gli obblighi di riservatezza vigenti in materia di privacy, i dati raccolti possono essere utilizzati nell’ambito del rapporto di lavoro anche a fini disciplinari.

 

Sistemi di geolocalizzazione

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è specificatamente intervenuto riguardo l’impiego dei sistemi di geolocalizzazione al fine di soddisfare specifiche esigenze “di carattere assicurativo, organizzativo, produttivo” e di “sicurezza sul lavoro”, il cui impiego resta comunque subordinato all’accordo con la rappresentanza sindacale oppure, alla “previa autorizzazione da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro”.

 

 

La posizione del garante privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha specificato i termini entro cui i dati raccolti con i

sistemi di geolocalizzazione devono essere conservati o cancellati automaticamente dal sistema, il quale deve essere configurato in modo tale da consentire l’accesso ai dati trattati solo al personale incaricato, limitando quanto più possibile l´assegnazione di profili con funzionalità di modifica ed estrazione dei dati. La rilevazione della posizione geografica deve avvenire con una cadenza temporale strettamente proporzionata alle finalità perseguite.

 

 

Adempimenti del datore di lavoro

Il datore di lavoro, legittimato ad utilizzare sistemi di geolocalizzazione, deve in ogni caso rispettare sia le previsioni dettate dal Codice della privacy che la disciplina introdotta dal Jobs Act.

Pertanto, è necessaria prima l’autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro.

Tutte queste informazioni devono essere rese al lavoratore prima dell’inizio dell’attività lavorativa o in fase di stipulazione del contratto individuale di lavoro.

Ti consiglio anche di redigere un regolamento aziendale affinché tutti i lavoratori possano intendere consapevolmente gli usi ed i comportamenti che devono assumere in azienda, oltre quelli previsti dal Codice Civile (fedeltà e diligenza) e dal contratto collettivo applicato.

Se mi dai autorizzazione, te lo potrò preparare nei prossimi giorni.

 

 

Riferimenti Normativi

• Garante per la protezione dei dati personali, Provvedimento n. 181 del 29 marzo 2018 e Provvedimento n. 138 del 16 marzo 2017;

• Art. 4 della Legge n. 300/1970;

• INL Circolare n. 2 del 2016;

• D.Lgs. n. 151/2015;

• Corte di Cassazione, sentenza n. 4746/2002 e sentenza n. 20440/2015.


Stefano Capuano & Francesca Russo

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