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Corte di Cassazione, sentenza n. 12875/2020: Confisca prima per la Società e poi per l’Amministratore

Nei procedimenti per reati tributari, ove l’illecito sia stato commesso a vantaggio di una Società, la confisca ex art 12-bis D.lgs. n. 74/00 deve essere eseguita in prima battuta nei confronti dell’Ente, soggetto che ha materialmente conseguito il profitto da reato, e solo in seconda battuta, ove il profitto non sia aggredibile nella sua originaria materialità, nei confronti del suo amministratore, intendendosi in tal caso eseguita la confisca nella forma per equivalente.

In entrambe le ipotesi, l’entità dell’ablazione va ridotta in proporzione a quanto corrisposto all’Erario a fronte di un’eventuale rateizzazione del debito.


È quanto emerge dalla lettura della sentenza n. 12875/2020 della Corte di Cassazione (Sez. 3 pen.), depositata il 4 aprile.


 

Il caso - Un imprenditore toscano è stato condannato dal Tribunale, ex art. 444 c.p.p., alla pena – sospesa - di dieci mesi di reclusione, in relazione al reato ex art. 10-bis D.lgs. n. 74/00, per aver omesso di versare, quanto all'anno 2014, le ritenute tributarie operate, in qualità di sostituto di imposta, sui compensi corrisposti ai propri dipendenti, per un importo complessivo pari ad euro 164.506,57.

Il reato - La norma citata sopra punisce con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta, le ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a centocinquantamila euro per ciascun periodo d'imposta.

Motivi di ricorso - Ebbene, il ricorso per cassazione nell’interesse dell’imputato è stato articolato in due motivi, entrambi riguardanti la disposta confisca del profitto del reato, ai sensi dell’articolo 12-bis D.lgs. n. 74/001.

 

La Difesa esattamente ha lamentato:

·       l'erronea applicazione dell'art. 12-bis cit., per avere il Tribunale disposto la confisca senza che ne fosse stato precisato né l'oggetto materiale né il soggetto inciso, in tal modo omettendo di valutare i principi affermati in tema di confisca diretta o per equivalente nel caso di reati tributari commessi a vantaggio di una Società;

·       erronea applicazione della medesima disposizione legislativa in relazione alla mancata subordinazione della efficacia della confisca al verificarsi della condizione sospensiva costituita dall'inadempimento del debito tributario, nel caso di specie, oggetto di un accordo di rateizzazione con l’Erario.

Tali doglianze sono state respinte dagli Ermellini.

 

La decisione della S.C. - I Massimi giudici non hanno riscontrato la veridicità delle lamentele difensive, in quanto il Tribunale ha quantificato l'importo del profitto confiscabile, originariamente indicato nel capo di imputazione in 164.506,57 euro, in euro 154.654,41, avendo da esso sottratto l'importo, pari a euro 9.862,16, corrisposto dall'imputato mediante adempimento di alcune rate concordate con il Fisco.


Quanto al soggetto inciso dalla confisca, l’ordinanza impugnata lascia intendere, correttamente, che esso deve individuarsi dapprima nella Società amministrata dall’imputato, soggetto che ha materialmente conseguito il profitto da reato, e solo in un secondo tempo, ove siffatto profitto non sia aggredibile nella sua originaria materialità, nell’imputato stesso, intendendosi in tal caso eseguita la confisca nella forma per equivalente.Infine gli Ermellini hanno affrontato la questione dell’asserita omessa subordinazione della confisca all'inadempimento da parte del ricorrente dell’obbligazione nascente dall'accordo intervenuto fra lui e l’Amministrazione finanziaria in relazione alla rateizzazione del debito, ribadendo l’indirizzo giurisprudenziale costante, secondo cui la norma (art. 12-bis D.lgs. n. 74/00), nella parte in cui stabilisce che la confisca, diretta o per equivalente, non opera per la parte del profitto o del prezzo del reato che il contribuente si impegna a versare all'Erario anche in presenza di sequestro, va intesa nel senso che, per la parte coperta da tale impegno, la confisca può comunque essere adottata nonostante l'accordo rateale intervenuto, ma non è eseguibile, producendo i suoi effetti solo al verificarsi del mancato pagamento del debito.

 

Nel caso di specie – secondo gli Ermellini - il Tribunale si è mosso in tal senso, «escludendo dall'ammontare della somma confiscata l'importo di euro 9.862,16, del quale già consta l'avvenuto versamento da parte del ricorrente, mentre per la restante parte la confisca, conformemente ai principi dianzi esposti, potrà essere eseguita solo in caso di inadempimento totale o parziale dell'obbligo di pagamento a carico del N. scaturito a seguito dell'intervenuto accordo fra questi e l'Amministrazione finanziaria, con l'ovvia precisazione che in caso di inadempimento parziale la confisca avrà ad oggetto la sola parte del debito tributario rimasta inadempiuta».

Al rigetto del ricorso è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di duemila euro in favore della Cassa delle Ammende.Orientamento conforme

·       Cass. Sez. 3 pen., 11/02/2015, n. 6205

·       Cass. Sez. 3 pen., 30/04/2019, n. 17840

·       Cass. Sez. 3 pen., 2/05/2019, n. 18034

·       Cass. Sez. 3 pen., 8/02/2019, n. 6246

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1Art. 12-bis D.lgs. 10 marzo 2000 n. 74 - Confisca.1.

Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.2. La confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario anche in presenza di sequestro. Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta.


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Stefano Capuano e Pasquale De Luca Bossa 

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