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Un opportunità (dis-valorizzata) per l’orientamento post studi: le politiche attive del lavoro




Le politiche attive del lavoro rappresentano un’opportunità per chi è prossimo al conseguimento del titolo di studio: diploma, laurea, corsi professionali.

Si parla di opportunità poiché la persona che da poco ha concluso il percorso formativo attraverso uno stage può sperimentare se quel determinato settore è di suo interesse nella prosecuzione futura oppure tramite un servizio di auto- impresa il ragazzo può mettersi in proprio.

Le politiche attive sono presenti su tutto il territorio nazionale, distinguendosi in iniziative regionali e su tutto il Paese.

 Le politiche attive del lavoro: Definizione e tipologia


Le politiche attive sono strategie, programmi, iniziative di concerto con le istituzioni nazionali e regionali per favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro. Si definiscono attive in quanto coinvolgono i cittadini in prima linea. Il centro per l’impiego provvede a formalizzare un “patto” con il cittadino: formazione, proposte di lavoro tengono saldo il rapporto tra esso e le istituzioni

Le politiche passive del lavoro, al contrario di quelle attive forniscono un supporto per il redditto, affinché al cittadino venga garantita la soddisfazione dei primi di prima necessità.

I servizi per le politiche attive del lavoro, sono erogati dai centri per l’impiego e dalle agenzie per il lavoro, passaggio obbligatorio è l’iscrizione al centro per l’impiego.

Le agenzie del lavoro negli ultimi anni hanno organizzato corsi di formazione specialistici finalizzati all'inserimento presso aziende, cosa che al contrario di rado è stato effettuato dai centri per l’impiego, da qui la differenza nell'uso di tale politiche.

Nella fattispecie le attività per le politiche attive del lavoro prevedono:

Orientamento: Vengono analizzate le competenze possedute, utili per il match mercato del lavoro tipologia di profilo;

Formazione: Necessaria per l’aggiornamento delle competenze;

Tirocini: Utili per l’inserimento nel mercato del lavoro;

Incentivi: per l’avvio di auto- imprenditorialità


La primissima azione che va fatta è richiedere il rilascio della Did (Dichiarazione immediata disponibilità) cui segue la fase di spendibilità del profilo sul mercato. Possibile riconoscere 4 fasce di aiuto

  • bassa intensità d’aiuto, persone che necessitano di supporto minimo per l’inserimento nel mercato del lavoro;

  • media intensità d’aiuto, persone che necessitano di servizi intensivi affinché si inseriscano nel mercato del lavoro;

  • alta intensità d’aiuto, persone che necessitano di servizi intensivi per un periodo maggiore, altro aiuto, persone che necessitano totalmente del servizio all'orientamento.


I centri per l’impiego e le agenzie del lavoro, devono ottenere l’autorizzazione da parte del ministero del lavoro e delle politiche attive, per erogare i servizi di orientamento.

Il percorso per accedere ai servizi del lavoro prevede varie metodologie:


  • Presa in carico e orientamento di primo livello: prevede la registrazione sul portale Anpal, profilazione automatica, sottoscrizione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), presa in carico del disoccupato ed accesso ad una misura di politica attiva;


  • Orientamento specialistico: vengono illustrate le prospettive di occupabilità e gli ostacoli emergenti dal bilancio di competenze, la persona inoltra viene informata delle offerte di lavoro presenti sul mercato di riferimento;


  • Consolidamento delle competenze: si ottiene attraverso la formazione, consulenza, tutoraggio e orientamento, tirocini


Le politiche attive del lavoro comprendono quindi tirocini e stage sia per profili junior che per chi desidera ricollocarsi nel mercato del lavoro, corsi di formazione, iniziative di orientamento.


Politiche attive del lavoro: iniziative nazionali e regionali


A titolo esemplificativo e non esaustivo riporto alcuni degli strumenti che il governo ha messo in campo per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Garanzia Giovani, forma di politica attiva diretta alla fascia 18 -35 anni, prevede sia stage o tirocini che percorsi formativi al cui termine si acquisisce una qualifica, di recente è stata introdotta la formula dei voucher per creare impresa

I tirocini che la formazione fanno riferimento ad un sistema di presenza online, attraverso un portale è possibile incrociare domanda ed offerta, adatta alle competenze di ognuno

Le politiche attive del lavoro variano a seconda del territorio in cui ci si trova, ad es in Lombardia troviamo DOTE UNICA LAVORO.

Possono accedere a DOTE UNICA LAVORO: giovani disoccupati, residenti o domiciliati in Lombardia, dai 15 ai 29 anni (per il periodo transitorio in attesa del nuovo dispositivo di Garanzia Giovani che si prevede per l’estate 2017); disoccupati, da 30 anni in su compresi i dirigenti (con alcune specifiche); occupati (dai 16 anni compiuti).

L’obiettivo è inserire la persona nel mercato del lavoro con tirocini, iniziative di orientamento e formazione.



Il mondo del lavoro e le politiche attive: un match (poco) valorizzato

Le politiche attive servono a far comunicare i lavoratori e le imprese, quindi bisogna migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; attualmente lo scopo per cui sono nate le politiche attive non è stato raggiunto lo scopo. Un caso emblematico è rappresentato da Garanzia Giovani, infatti in alcuni territori


Vantaggi e criticità

Alcune imprese sopratutto le PMI, non conoscono i vantaggi delle politiche attive del lavoro; per sensibilizzare andrebbero effettuati degli incontri mirati tra imprese private ed enti preposti alla garanzia degli strumenti

Agli inizi della strutturazione della misura Garanzia Giovani, molte persone coinvolte riscontravano ritardo nella riscossione della somma, criticità pian piano risolta

Per un efficientamento nella gestione degli strumenti di politiche attive è opportuno migliorarne l’Uso, comunicazione tra tessuto imprenditoriale e enti coinvolti nell'attivazione, ed i percorsi mirati per competenze.


Le problematiche sono tantissime, a partire dall'efficienza dei centri per l’impiego, pertanto il ragazzo nella maggior parte dei casi il ragazzo si trova a procacciarsi un opportunità di stage o tirocinio da solo.

Al centro sud, sopratutto per la mancanza di aziende, questa situazione è più accentuata che al nord, inoltre i centri per l’impiego presentano una differenza nella loro organizzazione, più strutturati nelle Città metropolitane, man mano che si va verso le provincie (sopratutto dal territorio del basso Lazio) decresce la loro efficienza.


Altre criticità che emergono sono rappresentate dalla mancanza di formazione presso il territorio e dalla mancata creazione di una banca dati digitale

La ricerca del lavoro è in salita sopratutto per le fasce ad esclusione sociale, quindi l’opportunità offerta dalle politiche attive, cosi come attualmente pensate ed organizzate, sono di poco aiuto, ad es, nei percorsi di formazione non si possono continuare a proporre corsi su competenze che ormai non sono richieste dal mercato del lavoro pertanto un training agli operatori di orientamento sarebbe auspicabile.

Ancora formazione presso il territorio, creazione di una banca dati digitale sono altre criticità emerse

Il lavoro è in salita, ma va fatto uno sforzo immane per usare quest’opportunità per le fasce di popolazione a rischio di esclusione sociale.

Nella formazione non si possono continuare a proporre corsi che hanno competenze ormai non più presenti sul mercato del lavoro, pertanto un training agli operatori dell’orientamento è utile.


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