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Superare i colloqui con la comunicazione efficace



In un mercato sempre più competitivo e selettivo una comunicazione efficace e convincente in fase di colloquio rimane un ottimo strumento in grado di fare la differenza e aggiungere punti di merito al vostro curriculum. Ma esattamente, quando parliamo di comunicazione efficace, cosa intendiamo? Questa domanda si presta a molteplici risposte ma la risposta più ovvia è che la comunicazione è efficace quando il nostro interlocutore recepisce le cose così come voi le avete pensate. Dovete avere in mente che ogni vostro comportamento è comunicazione e il senso della comunicazione è nel feedback che si ottiene. La comunicazione segue un percorso ciclico. Esistono 2 soggetti: l’emittente (che chiameremo soggetto A) e il ricevente (che chiameremo soggetto B). Dall’emittente (soggetto A), attraverso i canali di comunicazione, parte un messaggio che arriva al ricevente (soggetto B), a sua volta dal ricevente (soggetto B) parte un altro messaggio (detto feedback) che torna all’emittente (soggetto A). La comunicazione è pertanto uno scambio di informazioni (dette codici), di significati (detti rapporti) ed è un influenzamento reciproco.

Un bravo comunicatore è colui che tiene in considerazione alcune variabili importanti, che definiscono il confine entro il quale la stessa comunicazione si realizza:

-          PERCovvero per quale scopo comunico

-          COME ovvero in quale modo comunico

-          DOVE ovvero il luogo fisico e sociale della mia comunicazione

-          PERSONALITÀ ovvero chi è coinvolto nella COMUNICAZIONE.

Gli interlocutori sono, come anticipato prima, l’emittente e il ricevente. L’emittente elabora il messaggio, lo codifica utilizzando un linguaggio e lo emette attraverso alcuni canali (ad esempio la parola) il ricevente invece recepisce il messaggio (ascolta), lo codifica (ossia lo interpreta) e infine ne prende coscienza (ossia ci ragiona). Alla luce di ciò, vi siete mai chiesti cosa trasmettete?

Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione permettendo all'individuo di interpretare il messaggio e di trasferirlo all'interlocutore.

Il messaggio di ritorno dal ricevente all’emittente è chiamato feedback ed è l’azione orientata a verificare se l’altro ha compreso effettivamente cosa avete voluto trasmettere. Considerate, infatti, che gli altri capiscono in un primo momento ciò che stimola la loro attenzione ed è coerente con il loro modo di vedere le cose. Il feedback consente dunque di verificare la comprensione del messaggio. Senza feedback infatti non c’è comunicazione, ma solo trasmissione di informazioni, dunque non è possibile cogliere i disturbi della comunicazione e quindi intervenire per migliorarla. Solo attraverso il feedback è possibile stabilire un reale e fruttuoso processo di comunicazione.

La comunicazione, però, presenta anche delle storture, ossia ciò che viene comunicato non sempre corrisponde a ciò che viene recepito. La differenza tra questi due momenti viene chiamato arco di distorsione. I canali della comunicazione sono tre:

-          Il verbale riferito alle parole e alle frasi (linguaggio)

-          Il paraverbale riferito al volume, al tono, al ritmo e alla cadenza. In ambito di un colloquio di lavoro consiglio sempre di utilizzare un linguaggio mono-tono, con un volume né troppo alto né troppo basso e mantenere lo stesso ritmo e cadenza. Darà l’idea di una persona sicura di sé, determinata e con le idee chiare.

-          Il non verbale si riferisce al look, alla mimica facciale, alla prossemica e alla gestualità. In sede di colloquio il mio consiglio è quello di adeguarsi al contesto utilizzando un look professionale evitando invece un abbigliamento tipico del tempo libero che darebbe l’impressione di una persona poco attenta al dettaglio, ma soprattutto disinteressata ad una delle cose più importanti: trovare lavoro! Consiglio inoltre di cercare di mantenere una buona mimica facciale, né troppo espressiva né troppo austera e infine di gesticolate il meno possibile. Un bravo selezionatore osserverà anche dove tenete le mani mentre parlate e se state attenti a ciò che dice oppure vi rilassate sulla sedia in modo totalmente disinvolto.

Dopo aver spiegato le fasi della comunicazione iniziamo a parlare della comunicazione efficace. La prima tappa di una comunicazione efficace è l’ascolto; ascoltare vuol dire partecipare a ciò che l’altro ci comunica dando senso e significato alle sue parole e ai suoi sentimenti, al suo eventuale disagio, difficoltà e paura. Si tratta di un ascolto attivo, di modo che l’atteggiamento di chi ascolta cercherà di indentificarsi con le parole dell’altro quindi cercherà di captare ogni segnale non verbale, il significato e il senso più profondo della comunicazione. L’ascolto attivo non è altro che un’abilità comunicativa in cui chi ascolta è coinvolto nella conversazione, si assume attivamente la responsabilità di capire contenuti ed emozioni di ciò che viene detto ma soprattutto si mette nei panni dell’altro rispondendo con espressioni che manifestano il proprio pensiero riguardo al messaggio ricevuto.

Non tutti sono in grado di ascoltare attivamente, con questi piccoli consigli potrete migliorare la vostra modalità di ascolto e quindi di comunicazione. Per prima cosa è fondamentale un’attenta osservazione di sè stessi e degli altri; una disponibilità a porsi in relazione empatica con gli altri e una conoscenza delle basi teoriche dei processi di comunicazione. Potrete esercitarvi in questo modo:

-          Prestate attenzione a chi parla inviando feedback non verbali che indichino che si sta ascoltando (ad esempio, facendo cenni col capo, oppure sorridendo).

-          Ricercate il senso di ogni messaggio: verificate che ci sia congruenza tra messaggio verbale e messaggio non verbale, per cogliere il significato, le idee, le emozioni di chi parla

-          Trattenetevi dal valutare: evitate di dare giudizi prima di aver ascoltato tutto.

In conclusione, riformulate il contenuto con parole vostre, verificando che ciò che si è compreso corrisponda alle intenzioni dell’altro affinché venga ridotto il rischio di incomprensioni, fraintendimenti e interpretazioni errate. Incoraggiate l’interlocutore a esprimere il proprio parere al fine di approfondire e chiarire le argomentazioni esposte e infine ricapitolare il contenuto espresso.

Ora potrete affrontare i prossimi colloqui con un po' più di attenzione a ciò che comunicate e a ciò che viene recepito dagli altri. Per essere più sicuri di riuscire a far percepire ciò che realmente vorreste dire, provate a chiacchierare e a fare delle prove di colloquio con un vostro conoscente, e chiedetegli di analizzare bene come vi muovete e ciò che fate trasparire. Cercate anche di parlare davanti a uno specchio oppure realizzando dei brevi video con il vostro smartphone, da riguardare e analizzare per bene.

In bocca al lupo!


Francesca Sardella

Responsabile Selezione del Personale 




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