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Le 3 Soft Skills per il ri - orientamento lavorativo post covid



Le skills ( sopratutto quelle trasversali) sono fondamentali per chi si affaccia nel mercato del lavoro

In questo periodo storico diventano fondamentali sopratutto perché il percorso lineare titolo di studio – lavoro entro breve è stato stravolto, vengono richieste nuove competenze di cui nella maggior parte dei casi ci si trova senza esserne in possesso, il cosiddetto “mismatch” tra domanda ed offerta di lavoro, è in forte crescita. Professioni ad es come sviluppatori o sistemisti ogni giorno vengono richieste dalle aziende, ma il mercato che è presente mostra skills non aggiornate, titoli di studio in cui l’offerta è bassa

Il lock-down ha fatto emergere competenze e capacità come il digital e l’autonomia nell'organizzazione del lavoro pur di raggiungere gli obiettivi (smart working), di cui le persone si sono trovati spiazzati

Tra le skills richieste troviamo la proattività, generalmente presente non i tutti gli individui, poiché nasce dalla predisposizione personale, quindi proveniente dalle attitudini, difficilmente si può allenare.

La situazione che ne emerge oggi pertanto è un mercato del lavoro diverso dal pre – covid, tantissimi profili che son rimasti fuori dalle realtà aziendali, di cui una parte fin da subito ha usato una strategia pro-attiva: formazione continua, confronto con professionisti, ed un’altra parte che rimane impassibile in attesa che la tempesta passi (comportamento errato).

Nuove competenze sono necessarie, sia hard che soft, le prime vanno apprese con l’aggiornamento e la formazione, mentre le seconde vanno “allenate”.

Skills: definizione e quadro generale


Quando si parla di skills si fa riferimento all'insieme di abilità, capacità e competenze possedute dall'individuo.

Per abilità si intendono le capacità possedute dall'individuo per affrontare situazioni personali e/o professionali. Le più fondamentali richieste dal mercato del lavoro, sono lavoro di gruppo, lealtà, creatività, capacità di adattamento.

Non si impara sui libri di testi, ma l’abilità è una capacità innata oppure si acquisisce nel corso del tempo per mezzo delle esperienze pregresse

La parola competenza etimologicamente deriva dal latino “cum” e “petere”, indicando la direzione verso l’obiettivo comune. Per competenza si intende la caratteristica dell’individuo osservabile durante una performance lavorativa, ad es il formatore che parla ai discenti.

La competenza è il saper essere e fare, in determinati contesti, derivante sia dalla conoscenza appresa nel percorso accademico che dalle esperienze maturate.

Competente è l’individuo che sa utilizzare efficacemente abilità, conoscenze e competenze

Le competenze si distinguono in:


- Di base: fondamentali per l’inserimento nel mondo del lavoro, ad es il titolo di studi;


- Tecnico – professionali: fanno riferimento alla nostra professione, quindi competenze settoriali;


- Trasversali: abilità che si apprendono continuamente sia nei contesti lavorativi che extra, la loro applicazione è fondamentale in tutti i contesti lavorativi, né è un esempio l’ascolto attivo.

Quando si parla di competenze trasversali si fa riferimento alle soft skills, capacità e abilità personali necessari in ogni contesto


Le competenze sono costituiti da 5 elementi:


1. Le motivazioni: costituiscono l’energia per cui l’individuo si impegna in una attività e raggiunge gli obiettivi assegnati;


2. I tratti di base: le caratteristiche ereditate e consolidate durante l’infanzia – adolescenza;


3. L’autostima: ossia la fiducia che l’individuo ha di se;


4. La conoscenza della propria materia: La conoscenza degli strumenti e delle metodologie nel proprio settore è fondamentale, per questo è importante l’aggiornamento continuo delle competenze da usare;


5. - La capacità di esecuzione di un compito: Per portare a termine gli obiettivi assegnati è fondamentale usare le nostre skills.


Le skills si distinguono in hard e soft, le prime fanno riferimento alle conoscenze ed alle competenze utili per il mondo del lavoro, sono soggette alla formazione continua, ad es inglese, oppure gli elementi di informatica, le seconde fanno riferimento alle caratteristiche personali applicabili in qualsiasi contesto, non si possono imparare sui libri di testo ma allenate negli ambienti di lavoro e nelle cerchie sociali

Sia le prime, che le seconde, oggi sono richieste dal mercato del lavoro, per quanto riguarda le hard skills, troviamo l’IT, il digital, le lingue.

Le soft skills emergenti sono l’intelligenza emotiva, la proattività, l’empatia


Le 3 Skills per il mercato del lavoro


Il mercato del lavoro sta mutando pertanto occorrono per il rilancio e la ripresa del mercato del lavoro occorrono 3 skills: proattività, flessibilità e curiosità

Con il concetto di proattività, si intende la capacità di prevedere ed anticipare cambiamenti e problemi futuri, attuando delle iniziative su tutti i fronti del proprio lavoro e della propria vita.

Una persona pro-attiva è un individuo, agisce alle situazioni di crisi, trovando delle opportunità in essa, ma non solo: durante il lock-down il concetto di proattività è stato il protagonista, l’individuo pro-attivo è stato colui/lei che ad es ha permesso il raggiungimento degli obiettivi, usando strumenti che mai aveva usato oppure ancora meglio ha aiutato il manager nel raggiungere i task con nuove iniziative.

La seconda skill richiesta, la flessibilità, è la capacità di adattarsi a qualsiasi contesto o mansione senza limitazioni, ad es se viene richiesto ad un ruolo IT di svolgere una task di data entry, si parla di adattamento flessibile. La flessibilità si traduce anche nell'organizzazione del lavoro né è un esempio lo smart working

Infine la curiosità, una persona curiosa è colui che apprende per piacere svariati contenuti formativi oppure segue una certa passione

Ad oggi tra le 3 quella che manca maggiormente è la proattività ad affrontare cambiamenti, il digital stava per arrivare in Italia, il covid ha solo accelerato il suo sviluppo e molti individui sono entrati in crisi proprio perché non avevano anticipato il problema che poi successivamente si è presentato

Il tipo di risorsa umana ideale al lavoro è colui quindi che costantemente suggerisce soluzioni o strategie per il raggiungimento del fatturato, si adatta anche a contesti non formali e a mansioni secondarie, predisposto all'aggiornamento continuo, anche investendo economicamente

In conclusione pertanto se vogliamo rientrare nel mercato del lavoro dobbiamo orientarci verso la flessibilità e la formazione continua. 


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