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Ammortizzatore sociale unico: Le proposte dei Consulenti del Lavoro

E’ necessario adottare strumenti straordinari per rispondere ad una emergenza eccezionale come quella tuttora in corso: lo hanno ribadito i Consulenti del Lavoro, che il 29 luglio 2020 si sono riuniti in Piazza di Monte Citorio per presentare ai parlamentari proposte in materia di ammortizzatori sociali. Le misure con cui rispondere alla crisi, che sono contenute nel Dossier preparato in occasione della mobilitazione, passano dall'individuazione di un Ammortizzatore sociale unico con causale Covid-19 per tutte le indennità collegate all’emergenza sanitaria, alla creazione di una “cabina di regia” di alto valore tecnico-giuridico.


A conclusione della manifestazione di mobilità nazionale che si è svolta il 29 luglio 2020, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha presentato un dossier in materia di ammortizzatori sociali che contiene una serie di proposte di semplificazioni ritenute indispensabili per garantire tutele reali ed efficaci ad imprese e lavoratori.

Ammortizzatore sociale Unico

SI ritiene necessario individuare una misura unica, eventualmente implementata da soluzioni improntate alla bilateralità contrattuale sostenuta da un sistema normativo chiaro che non necessiti di interpretazioni da parte della prassi e possa essere gestito attraverso procedure informatiche stabili e semplici.
L’introduzione dell’Ammortizzatore Sociale Unico (A.S.U.), già proposta in un documento depositato dall’Ordine Nazionale dei Consulenti del Lavoro nel corso dei lavori per la conversione in legge del D.L. n. 18/2020 e fatto oggetto di un emendamento, non accolto nell’ambito della discussione parlamentare è lo strumento utile a garantire una protezione universale dei lavoratori, prescindendo dal settore di attività e dal numero dei dipendenti del singolo datore di lavoro.
La portata dell’A.S.U. potrebbe essere eventualmente suddivisa in due ambiti:
- misure ordinarie;
- misure straordinarie.
e avere le seguenti caratteristiche:
- beneficiari: tutti i lavoratori subordinati con la sola eccezione di quelli a domicilio, dei dirigenti e degli apprendisti di prima e terza tipologia;
- datori di lavoro beneficiari: tutti;
- misura: come da previsione vigente ex art. 3, comma 1, D.Lgs. n. 148/2015;
- massimale mensile: come da previsione vigente ex art. 3, comma 5, D.Lgs. n. 148/2015;
- durata complessiva: come da previsione vigente ex art. 4, D.Lgs. n. 148/2015, fatte salve
durate differenziale per gli strumenti ordinari e straordinari;
- contribuzione di base, addizionale e figurativa: secondo criteri di sostenibilità finanziaria di
sistema;
- sistema di pagamento: opzionale tra metodi del conguaglio o del pagamento diretto;
- procedura sindacale: in tutti i casi, come da art. 14, D.Lgs. n. 148/2015; da escludersi in
ogni caso per eventi a carattere emergenziale da individuarsi con apposito Decreto Ministeriale da emanarsi entro 30 giorni dal testo normativo di riforma.

Predisposizione di procedure informatiche stabili e semplici

La logica attualmente in essere muove dalla procedura informatica e, di conseguenza, la legge deve essere ad essa piegata attraverso le circolari. Ciò determina evidenti distorsioni del sistema, acuendone in maniera esponenziale la burocratizzazione.
L’applicazione pratica degli ammortizzatori sociali, soprattutto per il caso del “pagamento diretto” da parte dell’INPS, è oggi infatti condizionata da un flusso amministrativo di significativa portata:
1. istanza alla Regione (non più necessaria per la proroga che deve essere richiesta direttamene all’INPS);
2. autorizzazione della Regione;
3. invio dell’autorizzazione dalla Regione all’INPS;
4. autorizzazione dell’INPS al datore di lavoro;
5. redazione da parte del datore di lavoro dei modelli SR41 (a consuntivo) per comunicare
all’INPS le ore di contrazione dell’orario del singolo dipendente;
6. invio all’INPS dei suddetti modelli;
7. lavorazione dell’INPS e invio alle banche dei flussi di pagamento.
Al riguardo potrebbe essere sufficiente predisporre un semplice portale dove registrare direttamente le ore di contrazione effettuate entro il 15 del mese successivo a quello di competenza, in modo da permettere ai professionisti di registrare le presenze.

Istituzione di un comitato tecnico

Proprio per la complessità del sistema si rende necessaria una visione tecnica dello stesso da parte di soggetti di elevata specializzazione in guisa tale da costituire un “nucleo scelto”, quale ipotetico Comitato d’indirizzo tecnico-scientifico, sinergicamente operante verso un percorso virtuoso. In tale logica dovrebbero essere valutati congiuntamente tutti gli aspetti normativi, tecnici, applicativi ed informatici al fine di evitare il ripetersi di quanto infaustamente accaduto nella vicenda COVID.

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