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Come poter essere ricordati positivamente a un colloquio di lavoro. Le basi per fare personal branding.




Ormai è noto che il mondo del lavoro è in continua evoluzione, la nascita di nuovi contratti, la crescita dei lavoratori autonomi, lo smart working, le modalità di lavoro trasversale lasciano presagire un mercato del lavoro fluido che corre alla velocità della luce dove o ci si adatta o si rimane indietro. Alla luce di tutto ciò è fondamentale in un contesto così dinamico e competitivo imparare o affinare le tecniche per “vendere sé stessi” (in inglese personal branding) in occasione di un colloquio di lavoro o sulle piattaforme social per far colpo sui recruiter e fare la differenza.

Il concetto di personal branding è legato al marketing; così come i consumatori fanno marketing quando cercano i prodotti di cui hanno bisogno ai prezzi che possono permettersi, le persone che cercano lavoro fanno marketing di sé stessi (in inglese self marketing). Il marketing è un processo sociale e manageriale che, attraverso l’acquisto di beni o servizi, ha l’obiettivo di soddisfare il cliente costruendo relazioni di valore che durano nel tempo. Il self marketing invece è l’arte di promuovere sé stessi; non è vendere qualcosa agli altri ma scoprire quali sono le proprie soft skills importanti su cui puntare in un colloquio di lavoro, per emergere dalla massa e fare la differenza! Fare personal branding vuol dire che il vostro brand personale è ciò che gli altri pensano di voi quando entrate in una stanza… e ciò che dicono di voi quando uscite! Siete gli amministratori di un brand chiamato VOI! Il personal branding è l’autopromozione di sé ma non in chiave autocelebrativa; significa far conoscere agli altri le proprie qualità e il proprio talento. Siete il “prodotto” (brand) che deve arrivare agli altri con uno slogan; che slogan vorreste essere per fare colpo sui recruiter e per spiegare al meglio chi siete?

Oggi è possibile amplificare il potenziale del vostro brand personale attraverso i social media, in grado di raggiungere un vasto pubblico. Perciò è bene che li imparate a utilizzare al meglio e che li teniate costantemente aggiornati, specialmente Linkedin, la maggior parte degli head hunter utilizza proprio questa piattaforma per la ricerca di personale.

L’autopromozione di sé non è un’arte innata ma una tecnica che va studiata e affinata nel tempo con tanta pratica. Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di andare ai colloqui di lavoro preparati e con le idee chiare evitando di improvvisare e rischiando quindi di essere esclusi dall’iter di selezione; sarebbe utile avere in mente alcuni punti chiave delle proprie soft skills vincenti da sviluppare e argomentare in sede di colloquio.

 

Per fare un buon personal branding è necessario innanzitutto analizzare sé stessi e la propria situazione attuale; quali sono i propri punti di forza e di debolezza. Alcune domande che per esempio vi potreste porre per analizzarvi sono: Chi sono? Quali sono le mie competenze? Quali sono le mie passioni?. Non bisogna ragionare a lungo, è sufficiente individuare due punti di forza e due punti di debolezza caratteriali da esporre e argomentare in sede di colloquio. Per quanto riguarda i punti di debolezza è importante capire anche le tecniche che si stanno mettendo in atto per cercare di migliorare. È importante in fase di analisi capire anche come siete percepiti dall’esterno; alcune domande che vi dovreste porre per capire cosa di voi arriva agli altri sono: Come sono percepito? Quali sono le mie e relazioni personali e professionali? Qual è la mia reputazione on-line?

Per rispondere in maniera efficace a queste domande dovreste avere bene in mente quali siano i vostri valori, cosa volete esprimere e cosa volete trasmettere. Infine, nell’analisi della situazione attuale dovete conteggiare anche eventuali minacce e opportunità provenienti dall'esterno, ossia capire ciò che vi rende unici e in cosa vi differenziate dagli altri; chi sono i vostri concorrenti, come si muovono e cosa fanno. Tutto ciò darà al recruiter l’impressione di un candidato con un’ottima auto-percezione di sé e degli altri, in grado di auto-valutarsi e soprattutto in grado di correggere le proprie mancanze che, a livello aziendale si traducono in una migliore performance.

 

Il secondo step di un buon personal branding è la pianificazione, capire cioè quali siano gli obiettivi da raggiungere. Per raggiungere gli obiettivi è fondamentale porsi degli interrogativi e avere bene in mente quali siano i vostri valori, la vostra mission, il vostro target di riferimento (ad esempio, se siete in cerca di lavoro il vostro target potrebbe essere un potenziale datore di lavoro/settore di lavoro oppure se avete da poco aperto un’attività commerciale il target potrebbe essere una determinata categoria di potenziali clienti) e quali strategie sceglierete per arrivare all’obiettivo.   

 

Dopo l’analisi e la pianificazione si passa all'attuazione, azione di fondamentale importanza nel processo di personal branding perché, se ben strutturata e pianificata, vi consente di posizionarvi nella mente del vostro target di riferimento. L’attuazione sfrutta le leve del marketing e della comunicazione dunque basterà argomentare delle semplici domande per emergere: chi sono? Cosa posso offrire (nel caso di chi è alla ricerca di lavoro quali competenze posso offrire all’azienda?) Quali sono le mie aspettative? Come promuovo me stesso? A chi mi propongo e perché?

 

Infine c’è la fase di controllo, che deve essere un processo continuo di valutazione e misurazione. Il controllo vi permette di valutare se le azioni intraprese sono state efficaci per il raggiungimento del risultato, in caso contrario sarà necessario cambiare i programmi o addirittura gli obiettivi.

Per iniziare a prendere dimestichezza con il personal branding vi consiglio come esercizio quello di raccontare la vostra storia personale in 100 parole; è molto interessante ed è un’ottima base di  partenza per il brand personale. 100 parole per riassumere sé stessi in una maniera breve ed efficace. La vostra unicità vi aiuterà ad emergere dalla folla e a capire su cosa puntare. Iniziate raccontando quali siano le vostre qualità, i vostri successi professionali e cosa vi rende unici. In alternativa, potrete scrivere 5 aggettivi che vorreste fossero associati al vostro profilo.

 

In conclusione, fare personal branding è un processo continuo finalizzato a creare e mantenere un’immagine di sé nella mente degli altri. Fare personal branding significa impostare una strategia volta a:

-          Individuare punti di forza, punti di debolezza personali e quelli che vi contraddistinguono dalla massa

-          Comunicare in modo efficace cosa sapete fare, come lo sapete fare, quali benefici portate e perché gli altri dovrebbero scegliervi

-          Conquistare l’attenzione con contenuti, idee di valore e la capacità di diffonderli attraverso la rete.

 

Con queste basi potete cominciare a valutare voi stessi e a imprimere il vostro brand sugli altri, per poter essere ricordati. Rammentato, però: SÌ all’autopromozione di sé stessi NO all’autocelebrazione!



Francesca Sardella 

Responsabile Selezione del Personale 





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