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Analisi dei carichi di lavoro e dei processi organizzativi

Una ottimale allocazione delle risorse umane all’interno delle organizzazioni è una conditio sine qua non per realizzare performance tali da rendere sempre più competitive le aziende. 



 

Per ottenere risultati in linea con le aspettative di crescita del business bisogna programmare i processi organizzativi partendo dall'analisi dei carichi di lavoro. Tale analisi ha assunto un ruolo basilare nella definizione degli assetti organizzativi.

 

Con carico di lavoro si intende quell’insieme di attività affidate ad un dipendente per realizzare una determinata prestazione e si tiene conto di più fattori: il tempo, la fatica, l’impegno e l’attenzione necessari per svolgere il lavoro. Inoltre non bisogna trascurare altri elementi quali: la continuità dell’impegno, i ritmi, la ripetitività e/o la variabilità del lavoro, l’autonomia con cui si svolgono le attività ed infine le condizioni ambientali in cui si opera.

 

Nelle analisi dei carichi di lavoro sovente si iniziano a valutare innanzitutto le componenti intrinseche ossia quelle oggettivamente necessarie ed utili allo svolgimento dell’attività lavorativa e le componenti estrinseche ovvero le attività “inutili” fortemente influenzate da elementi soggettivi (status, stress, motivazione, ecc.).

 

Una errata divisione dei carichi di lavoro non solo può avere conseguenze nefaste sulle performance aziendali a livello di risultati attesi ma, anche dal punto di vista dei lavoratori comporta conseguenze negative come frustrazione, gelosie, effetto burnout. A ciò consegue un deterioramento del clima aziendale, perdita di efficienza e mancato raggiungimento degli obiettivi di business. Per definire i carichi di lavoro bisogna stabilire degli standard di esecuzione delle attività, da comparare con i tempi di lavoro rilevati per espletare le operazioni, tenendo conto anche delle condizioni della produzione. Normalmente, per una buona base di partenza nella distribuzione degli incarichi, si può far riferimento a quanto stabilito dai CCNL con riferimento alle mansioni che un dipendente, dato l’inquadramento, può svolgere.

 

L’analisi, e l’eventuale revisione, dei processi aziendali aiuta senz’altro ad individuare probabili criticità, non solo relative ai carichi di lavoro. I processi aziendali possono essere definiti come l’insieme delle attività, interdipendenti, finalizzate al raggiungimento di un obiettivo specifico; un processo rappresenta un modo “razionale” di rappresentare ed organizzare l’attività dell’azienda. In particolare con l’analisi dei processi si scompone il macroprocesso nel sottoinsieme fasi e più approfonditamente nelle attività.

 

Procedere in tal modo permette di fare un audit organizzativo finalizzato a definire le attività senza valore aggiunto focalizzando l’attenzione sulla semplificazione dei processi secondo il principio less is more.

 

L’impegno della funzione risorse umane nelle analisi dei carichi di lavoro e dei processi organizzativi è fondamentale, oltre che per evitare e/o ridurre gli effetti negativi sulle performance dei dipendenti ed aziendali, anche per condurre una corretta analisi dei costi infatti, snellire i processi e distribuire meglio i carichi di lavoro comporta benefici anche in termini di costo (minor assenteismo, minimizzazione dei costi per processo ecc.).



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Pasquale De Luca Bossa

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