Seguici sui Canali Social

Vita da remote worker, consigli e gestione del tempo

  1.                                      




Lavorare da remoto ha talmente tanti vantaggi che, se ci riflettiamo bene, semplicemente dovremmo prendere e dire ‘ok, da domani lavoriamo tutti da casa’. Prima di tutto, c’è un risparmio notevole di tempo e di soldi. Basti pensare al tragitto che si fa per andare al lavoro: lavorando da casa non si spreca tempo, non si sprecano soldi per la benzina, per l’autostrada, diminuisce la possibilità di incorrere in incidenti. La città è più libera, meno inquinata, si riduce il traffico. Oltre ai vantaggi per l’ambiente, ci sono poi quelli per le aziende: ovviamente se i dipendenti lavorano da casa, le aziende non avranno bisogno di affittare grossi spazi e spendere in questo modo le proprie risorse.
(Domenico De Masi)
Il lockdown ha radicalmente cambiato il modo di lavorare, se prima andare in ufficio ogni giorno era un obbligo, adesso si parla di “smart working” e “remote working”. 
La differenza tra i due termini fa riferimento al modo di lavorare, nello smart working si lavora in qualsiasi spazio fisico, senza vincoli d’orario, mentre nel remote working generalmente si lavora dalla propria abitazione, con orari stabiliti dal datore di lavoro, con il suo controllo sullo svolgimento delle mansioni, l’orario resta uguale a quello d’ufficio. 
Il lavoro agile ha messo in crisi i dipendenti su molte questioni: 
1) Come organizzare il lavoro; 
2) Come gestire il tempo; 
3) La componente sociale viene soffocata. 

Tra i vantaggi resta il risparmio economico e la possibilità di bilanciare vita professionale e personale
 ( work life balance) 
Il dipendente ha ragione nel porsi tali dilemmi, poiché diventa fondamentale la guida ed il ruolo del leader, che non deve abbandonare allo sbando i suoi collaboratori 
Innanzitutto il primo obiettivo che il leader deve porsi è dotare il suo team di un mindset flessibile, dove conta il raggiungimento degli obiettivi, non il luogo fisico ne l’orario di svolgere le mansioni per raggiungere determinati KPI (indicatori di prestazione) 
Il contesto Europeo vede l’Italia fanalino di coda nelle politiche di lavoro agile: mindset flessibile e fiducia al dipendente sono i fattori che mancano ed influiscono a macchia di leopardo nella sua diffusione. 

                                 Remote worker: Come organizzare il lavoro 

Una delle prime problematiche cui il dipendente si trova ad affrontare è l’organizzazione del proprio lavoro 
La parola organizzazione fa riferimento ai compiti assegnati da espletare, mezzi e strumenti per raggiungerli e svilupparli. 
Le radici etimologiche di tale concetto affondano nella sociologia, si tratta di un gruppo di individui che cooperano tra di loro per raggiungere uno scopo comune. A partire dalla rivoluzione industriale ha caratterizzato la nostra società. 
Di organizzare ruoli e compiti gia se ne parlava nel xx secolo, quando Taylor divideva il lavoro in asset orizzontale e verticale. Ford invece legava tale concetto all'uomo macchina, lungo la linea di montaggio dove si eseguivano ogni giorno in maniera meccanica gli stessi compiti 
L’organizzazione del lavoro non può prescindere dai contratti collettivi nazionali del lavoro, dove viene indicato la mansione in cui si è inquadrati in azienda. Per organizzare il lavoro occorre sia una coordinazione da parte del leader che la componente di autonomia personale relativamente al tempo da dedicargli
 Nel caso del remote worker è fondamentale organizzare bene il lavoro, procedendo innanzitutto con l’indicazione delle priorità rispetto ai compiti che si possono eseguire successivamente
 Uno strumento utile diventa il piano d’azione: munirsi di foglio A4, suddividendolo in 2 parti, priorità e non, indicando tempo dedicato ad ognuno e obiettivi assegnati da conseguire Ad es, nel caso di attività data entry la componente prioritaria potrebbe essere l’inserimento dei dati a seguito dell’attività di telemarketing effettuata il giorno precedente, mentre una componente non urgente la sistemazione grafica delle celle. 
Rispetto all'individuazione delle priorità la relazione con il leader è necessaria.


                                                 Remote Worker: Come gestire il tempo 

Il tempo è una componente fondamentale nell'organizzazione del lavoro.
 Quando si parla di tempo non si può non far riferimento al time management, gestione del tempo dove si pianificano le attività ed i compiti per migliorare l’efficacia e la produttività 
Nello svolgimento dei compiti capita di frequente di non raggiungere gli obiettivi nei tempi stabiliti, cosi da prolungare il normale orario, questo provoca frustrazione e stress. 
Questo succede perché ci si concentra in attività che non rientrano in quelle urgenti e prioritarie. Durante il tempo dedicato alle attività, protagonista principale è il fattore energia, alcune persone rendono la mattina altre meno il pomeriggio, in questo caso le prioritarie vanno assegnate la mattina 
Tra le tecniche per gestire meglio il tempo troviamo l’elenco di definizione di urgenti ed importanti Basta munirsi di un foglio, rispondendo ad alcune domande tra cui: 1. Quando un attività è urgente?; 2. Su quale parametro si può definire urgente?; L’attività urgente ha una scadenza immediata, mentre quelle importanti non sono legati a una scadenza, ma eseguibili in un secondo momento 
Per ogni compito urgente ed importante bisogna adottare alcune strategie, tra cui la creazione di una lista to do, con i compiti da eseguire nel corso della giornata, dedicando ad ogni attività un tempo massimo in termini di orario (range). 
Infine l’ordine di svolgimento delle mansioni dando ad ognuno numeri o lettere. L’errore da evitare è quello di eseguire più compiti contemporaneamente Nel caso dello smart working è fondamentale raggiungere gli obiettivi della giornata

Remote Worker & la dimensione sociale

In questi mesi di remote working ha pagare le conseguenze è stata la componente sociale, salvata grazie al supporto tecnologico quale teams piuttosto che skype. L’uomo è un animale sociale, per sua natura ha bisogno di socializzare. 
La riunione mattutina prima di iniziare la giornata lavorativa piuttosto che il briefing di chiusura si inseriscono come strategia che va ad attenzionare la componente sociale sia con colleghi che il leader Diverso è lo smart working dove la socializzazione è più presente, ad es spazi di coworking in cui lavorare con colleghi piuttosto che distaccarsi in pausa pranzo dall’home office. 

I contesti in cui si può lavorare in smart sono molti, non in Italia dove ancora mancano molti spazi dove riunirsi tra colleghi

La giornata tipo di uno smart worker 

Stimolazione e felicità sono le parole chiave che sono emerse durante alcune interviste a dipendenti coinvolti nel lavoro agile Sveglia presto, colazione abbondante punto di partenza per la giornata lavorativa, seguono il briefing con colleghi successivamente Agenda e lista di compiti sono le migliori armi per affrontare gli obiettivi Testimonianza diretta è il lavoro del Recruiter, dove la possibilità di lavorare agilmente consente sia una migliore produttività che concedere spazio al benessere personale



                               Conclusioni 

Mindset flessibile e carenza di competenze digital è quello che oggi manca oltre alle infrastrutture in Italia per farsi che prenda piede la cultura agile Mindet flessibile significa lavorare per il raggiungimento degli obiettivi, quindi azione proattiva, essere manager di sé stesso. D’altronde dato la contrazione economica in atto lavorare per obiettivi in tempi abbastanza raggiungibili è fondamentale.

Commenti