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Teoria dei giochi: il Dilemma del prigioniero per comprendere l’utilità di segliere lo Smart Working

Per fronteggiare lo stato d'emergenza, conseguente al rischio sanitario connesso all'infezione da Coronavirus, le aziende hanno fatto ricorso a modi alternativi di lavorare (telelavoro, remote working, Smart Working). Per tutta una serie di facilitazioni il metodo maggiormente sponsorizzato è quello dello Smart Working.

Lo Smart Working (o Lavoro Agile) può essere definito come un modello organizzativo del lavoro subordinato che si caratterizza per l’autonomia nelle modalità di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati. Alla base c’è un ripensamento delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative rimuovendo i vincoli orari ed i modelli legati al concetto d’ufficio e lasciando spazio ai principi di flessibilità e work life balance.

Il dilemma del prigioniero, dalla teoria dei giochi, ci permette di riflettere sull'oportunità di utilizzare lo Smart Working e sui benefici che ne derivano.

La teoria dei giochi studia comportamento e decisioni di soggetti razionali in un contesto di interdipendenza strategica intesa come la situazione in cui le scelte di un individuo influenzano le scelte e la situazione degli altri individui. Si analizzano quindi quelle situazioni di conflitto in cui due o più individui sono costretti ad intraprendere una strategia di competizione (interessi contrastanti) o di cooperazione (interesse comune). Questa situazione è denominata gioco strategico e gli individui sono detti giocatori. Tutti i giocatori sono a conoscenza delle regole del gioco e sono consapevoli dei possibili effetti di ogni singola scelta, ogni giocatore effettua le proprie mosse (decisioni) seguendo una strategia finalizzata ad aumentare il proprio vantaggio (payoff).

Si riscontrano le più svariate e rilevanti motivazioni che generano resistenza in aziende e dipendenti a lavorare in modalità Smart Working. Aziende e dipendenti sono chiamati a decidere se collaborare o meno all'implementazione di questo modo di lavorare.

Il Dilemma del prigioniero descrive una situazione in cui le scelte individuali dei giocatori, pur essendo strategie dominanti, determinano un equilibrio inefficiente. Con questo gioco possiamo quindi provare ad analizzare l'inefficienza delle scelte strategiche di aziende e dipendenti in relazione allo Smart Working.


Nell'esempio assumiamo che due giocatori, Azienda e Dipendente, intervistati separatamente senza la possibilità che comunichino tra loro (informazione imperfetta), debbano decidere se collaborare o meno all'adozione della modalità di lavoro agile. La matrice pay-off evidenzia il tipico caso del dilemma del prigioniero. Nelle celle della matrice sono indicati i livelli di utilità individuale dei due giocatori in relazione alle diverse combinazioni di scelta possibili.


Il giocatore che non collabora ottiene un beneficio di 15 (quadranti 2 e 3) mentre il giocatore collaborativo non ottiene vantaggi ossia utilità 0. Se entrambi i giocatori evitano di collaborare si resta nella situazione lavorativa attuale con utilità pari a 5 (quadrante 4). Viceversa, se entrambi collaborano, ottengono utilità 10 (quadrante 1).

Per la logica delle strategie dominanti, si perseguiranno comportamenti egoistici tali per cui ciascuno dei giocatori tenderà a non collaborare per ottenere il massimo dell’utilità 15. Questo comportamento conduce inevitabilmente ad un punto di equilibrio che tuttavia non è efficiente (quadrante 4).

Per raggiungere l'ottimo sociale Azienda e Dipendente dovrebbero collaborare posizionando l’equilibrio nel quadrante 1 in cui il pay-off collettivo è pari a 20 in quanto entrambi i giocatori ottengono un pay-off individuale pari a 10. Nonostante si tratti di un risultato individuale sub-ottimale, il quadrante 1 rappresenta il migliore risultato possibile per entrambi i giocatori (collettività).

L’emergenza sanitaria che, in questi mesi, ha imposto di scegliere lo Smart Working e gli altri modi differenti di lavorare, può essere intesa come l’intervento dell’Autorità Centrale che nel Dilemma del Prigioniero controlla ed impone il rispetto degli accordi.

È doveroso puntualizzare che nel gioco è stato assunto, semplicisticamente, che un’azienda ed un dipendente devono decidere se adottare o meno lo Smart Working. Nella realtà il concetto di Smart Working è molto vasto e complesso, perché è un altro modo di lavorare” e sarebbe riduttivo definire, sulla base di queste semplificazioni, “migliore” (quadrante 1) o “peggiore” (quadrante 4) un equilibrio. Basti pensare che aziende e dipendenti hanno dinamiche ed esigenze differenti a seconda del caso preso in esame.

Quel che è certo è che l’adozione dello Smart Working non può prescindere da un percorso di profondo cambiamento culturale, è necessario abbandonare comportamenti egoistici ed aprirci al cambiamento con un rinnovato spirito collaborativo che ha come fondamento la fiducia.

Merita altresì un serio approfondimento il fatto che lo Smart Working assicura notevoli benefici in termini di impatto ambientale, equilibrio vita-lavoro dei dipendenti e produttività dell’impresa non a caso, l’ottimo sociale, che si raggiunge solo con la collaborazione, è superiore al beneficio individuale


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Pasquale De Luca Bossa

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