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Può Giambattista Vico indicarci la via per affrontare il post emergenza COVID 19?

La "teoria dei corsi e ricorsi storici" potrebbe permettere al mondo di affrontare il post emergenza COVID-19?
Da sempre abbiamo assistito a situazioni che ci hanno riportato alla mente precedenti periodi storici, seppur in forme diverse!

Il filosofo napoletano Giambattista Vico, vissuto fra il XVII e il XVIII secolo, era convinto che la storia fosse caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di tre distinti cicli: l’età primitiva e divina, l’età poetica ed eroica, l’età civile e veramente umana. 
Il continuo ripetersi di questi cicli, predeterminato e regolamentato, è noto come “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”, in altri termini il Vico sosteneva che alcuni accadimenti si ripetevano con le medesime modalità, anche a distanza di tanto tempo.




Nel ventesimo secolo si sono verificate tre pandemie influenzali: nel 1918 (spagnola), 1957 (asiatica), e 1968 (hong kong) e due crisi economiche: nel 1929 e nel 2008.

Come possiamo trarre insegnamento dalla storia?

Dalla Grande Depressione si uscì graziè al New Deal; le Banche poterono speculare con prestiti ad alto margine ma, molto rischiosi! Non è forse questo il fondamneto della crisi del 2008 dalla quale ancora non ci siamo ripresi?
La crisi del 1929 fu seguita dal conflitto mondiale mentre alla crisi del 2008 è seguita la pandemia di Covid-19.

Questi esempi di corsi e ricorsi storici spingono a fare almeno due riflessioni: 1) se si analizza la storia passata, il futuro è così incerto? 2) le misure poste in essere per affrontare una crisi/pandemia in precedenza sono state adeguate?

Dal punto di vista delle risorse umane come si puo rispondere ai due quesiti?

Il futuro è senza alcun dubbio incerto! Non sappiamo quando ci sarà una nuova crisi ma sappiamo che ne saremo nuovamente colpiti. Il compito della funzione risorse umane sarà sempre quello di bilanciare gli interessi di aziende e dipendenti.
Gli strumenti a disposizione cambiano in relazione alle epoche e non sempre le conoscenze e la teconolgia permettono di trovare contromisure adeguate. 

Quindi è fondamentale per il futuro creare programmi di formazione che permettano di sviluppare culture aziendali volte alla fiducia più che al controllo, ideare percorsi formativi che permettano alle risorse di districarsi con le più moderne tecnologie ed individuare i migliori canali affinche le aziende siano dotate delle migliori tecnologie. Diventa essenziale organizzare il lavoro in maniera differente, nell'ottica del raggiungimento di risultati misurabili. 

L'auspicio è che la frenesia con cui si è fatto ricorso allo smart working in questo periodo sia da stimolo ad un cambiamento epocale nella gestione delle risorse 
umane.

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Pasquale De Luca Bossa

Commenti

  1. "Sviluppare culture aziendali volte alla fiducia più che al controllo", questa frase mi ha colpito moltissimo.
    Implica maturità e responsabilità da parte di tutti gli attori organizzativi, caratteristiche preziosissime, personali certo ma anche organizzative.
    Ci sono organizzazioni che favoriscono la responsabilità e la maturità e organizzazioni che favoriscono la deresponsabilizzazione e l'indolenza.
    In genere le seconde non possono sopravvivere a lungo, a meno di condizioni particolari di favore (settori protetti, sovvenzionati, posizioni dominanti legate a condizioni particolari), ma nel lungo periodo saremo tutti morti...Quindi prima di allora si possono comunque fare grossi danni.
    Credo quindi che una concorrenza vera e sana, regolata dallo Stato in modo modo equo e trasparente, sia la condizione ambientale per favorire lo sviluppo di responsabilità e maturità nelle organizzazioni. E per il settore Pubblico una verifica dei risultati e delle prestazioni effettuate, al di là degli adempimenti.
    Per favorire così lo sviluppo naturale di maturità e responsabilità nelle organizzazioni.

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  2. Trovo giusto e condivio pienamente il tuo punto di vista.
    Grazie per il prezioso contributo.

    RispondiElimina

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